ARMA D'ORIGINE:
Spaccato:
nel 1° d'oro all'aquila di nero; nel 2° fasciato d'azzurro e d'oro
di sei pezzi.
ARMA IN USO NEL XVIII° SECOLO:
Partito:
nel 1° spaccato: a) d'oro alla mezz'aquila di nero, movente dalla
partizione; b) fasciato d'azzurro e d'oro di sei pezzi; nel 2°
d'azzurro, ad un albero verde, sinistrato da un cane bracco rampante
d'argento, il tutto sostenuto da una terrazza di verde; sul tutto
di rosso, a due spade al naturale, poste in croce di S. Andrea,
le punte al basso (Crollalanza).
STEMMA USATO SOLO DAI CERESARA PROPRIAMENTE DETTI, ANTICHI FEUDATARI
DELL'OMONIMA LOCALITA':
D'azzurro
ad un albero di verde, sinistrato da un cane bracco rampante d'argento,
collarinato d'oro e linguato di rosso, il tutto sostenuto da una
terrazza di verde.
ALTRO STEMMA:
D'argento
ad un ciliegio al naturale sinistrato da un cane bracco (alias:leone)
rampante d'oro.
ARMA USATA
SOLAMENTE DAL RAMO DETTO DEGLI ACELLI - CERESARA:
Di rosso
a due azze d'argento (alias: spade al naturale) poste in croce
di S. Andrea.
CENNI STORICI:
Sull'origine
dell'antichissima famiglia Ceresara le opinioni degli storici
e dei genealogisti non concordano. Alcuni li fanno derivare dalla
città di Milano; altri asseriscono che vennero in Italia al seguito
dell'imperatore Federico I° Barbarossa che assegnò loro la terra
di Ceresara in feudo. Altri ancora sostengono che tale possedimento
fu loro donato dai Canossa per i servigi resi in qualità di "milites".
Il primo di
cui si abbia notizia è un Lanfranco de Ceresaris, valoroso guerriero,
che rimase prigioniero dei ferraresi durante la guerra del 1198.
Fu subito rimesso in libertà, avendone il comune di Mantova pagato
il riscatto col denaro del pubblico erario. I figli di Lanfranco
divisero il casato in due rami principali: quello dei Ceresara
e quello degli Acelli. Storicamente fu più importante quello dei
Ceresara, signori della terra omonima, nella quale mantennero
vaste proprietà anche dopo l'avvento della Signoria Gonzaghesca.
Nel periodo del Comune Cittadino furono sempre ascritti al Consiglio
e tennero uffici pubblici di considerevole importanza. Fu una
delle poche famiglie feudatarie che sopravvissero alle signorie
dei Bonacolsi e dei Gonzaga. Grazie alla loro antica nobiltà i
Ceresara si imparentarono con le migliori famiglie mantovane e
forestiere tra le quali i d'Arco, gli Ippoliti, i Chieppio, ecc.
Vivaldo Ceresara
fu capitano al seguito di Cangrande II° della Scala. Ruffino e
Francesco ebbero, nel 1413, in feudo la terra dei Guidizzolo da
Gianfranco Gonzaga, ma l'anno seguente dovettero rinunciarvi perché
gli uomini del luogo chiesero di tornare sotto il dominio di Mantova.
Possedettero
per diverso tempo pure il castello di Cavriana. Filippo, vissuto
nel XVII° secolo, fu governatore di Casale Monferrato e in tempi
recenti Gerolamo fu colonnello dell'armata imperiale austriaca
(morto nel 1783).
Nel corso dei
secoli i Ceresara ricoprirono cariche onorifiche e prestigiose
presso la corte dei Gonzaga e per i loro servigi furono investiti,
nel 1611, della contea di Meranzana dal duca Vincenzo I°.
Nel 1656 il
duca Carlo II° elevò il feudo al rango di marchesato. Il vanto
della casata può essere considerato Paride Ceresara nato a Mantova
nel 1466 e morto nel 1532. Grazie alle immense ricchezze (soprattutto
fondiarie) della famiglia potè dedicarsi liberamente ad ogni tipo
di studi. Si cimentò nelle scienze matematiche, nella lettere
greche e latine (tradusse, ad esempio, l'"Aulularia"
di Plauto) e fu ammirato da personaggi come il Cardano ed il Bandello.
Appassionato di scienze astronomiche ed astrologiche, fu molto
caro alla marchesana Isabella d'Este-Gonzaga che lo consultava
frequentemente.
Fece erigere
a Mantova (in corso Pradella, oggi Vittorio Emanuele) una magnifica
dimora, chiamata dal volgo "Palazzo del Diavolo" (demolita
verso la fine del secolo scorso), perché il Ceresara, grazie ai
suoi studi ed esperimenti, si era creato attorno una fama di "stregone".